Il congresso per il rinnovamento della psichiatria e della psicoterapia:

un successo al di là delle aspettative

 

Alle 14,30 del 21 Ottobre il colpo d’occhio sulla splendida aula magna dell’Università Marconi a Roma era impressionante: la grande sala, che contiene oltre 350 posti a sedere era colma di operatori sanitari dell’area “psi” (psichiatri e psicologi in larga misura, ma non solo) provenienti da tutte, proprio tutte le regioni italiane. Ma la sorpresa più grande, manifestata ripetutamente anche dal palco dei relatori, era che in quel pomeriggio non circolava un autobus a causa dello sciopero generale dei lavoratori dei trasporti. Varcando il portone dell’antico palazzo sede dell’Università, in uno dei più affascinanti quartieri centrali di Roma, pensavo che eravamo stati proprio sfortunati: noi che abbiamo lavorato a lungo su questo evento e le centinaia di iscritti che avevano pagato la quota di iscrizione e le spese di trasferta. Incappare in un venerdì nero a Roma, il cui traffico già normalmente non scherza, era proprio il massimo della sfiga. Invece, il miracolo. Molti in taxi, ma moltissimi a piedi hanno raggiunto la sede del congresso che, tra l’altro, è iniziato solo con qualche decina di minuti di ritardo.

C’è poi la portata scientifica del congresso, su cui avremo modo di tornare a più riprese nelle nostre riviste. Un piccolo miracolo anche su questo piano, perché una società scientifica come la nostra, che non ha interessi diretti nel campo (non abbiamo una scuola di psicoterapia, non siamo una società di psichiatri e/o di psicologi), che non è supportata da industrie farmaceutiche, il cui peso è notoriamente enorme in psichiatria, è riuscita a coinvolgere relatori di alto livello scientifico nazionale e internazionale e a mettere attorno a un tavolo i leader delle principali tradizioni psicologiche e psicoterapeutiche, i quali, alla fine della vivace e sincera discussione (ancora ad aula piena alle 17,15 del 22 ottobre) si sono impegnati a proseguire il confronto per il rinnovamento della psicoterapia.

Infine, c’è quello che ormai è il “tratto Sipnei”, una dimensione umana del congresso, fatta di grandissima attenzione e partecipazione intellettuale e di sorrisi, abbracci, sguardi complici,
complimenti reciproci, che impressiona ed emoziona non solo chi partecipa la prima volta, ma anche tutta la vecchia guardia, incluso chi scrive.

Grazie innanzitutto ai responsabili della segreteria scientifica (dott.ssa Laura Vaccaro) e di quella organizzativa (dott.ssa Diana Biondi e dott. Riccardo Monteleone) e poi a tutti i soci (che sarebbe troppo lungo elencare) che si sono impegnati, in vario modo, in questa sfida propositiva lanciata a un mondo scientifico e professionale in crisi, ma che può tornare a svolgere il ruolo di battistrada del rinnovamento, che ha svolto in periodi non lontani.

Francesco Bottaccioli

 

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