Ilaria Demori, socia ligure

pubb. venerdì, 17 maggio, 2013


Genova, 3 novembre 2011
Sono una biologa ricercatrice dell’Università di Genova, nel settore Fisiologia, e sono da poco iscritta alla SIPNEI. Ho partecipato con grande interesse e soddisfazione al recente Congresso di Orvieto e vorrei esprimere ancora “a caldo” alcune riflessioni che l’evento mi ha suscitato.

Ho conosciuto la PNEI non attraverso la mia attività lavorativa di studio e ricerca, ma grazie al mio interesse per le medicine non convenzionali e alcune pratiche energetiche, quali Shiatsu e Reiki, che hanno fatto parte del mio percorso di guarigione da una profonda crisi personale. Eh si, mi pare di poter affermare che a tutt’oggi si parli di più di PNEI nelle scuole di “Discipline del Benessere” che a livello di corsi universitari!

Il problema di fondo è sempre la validazione scientifica di tali discipline. L’applicazione del metodo scientifico ed il disegno di esperimenti in doppio cieco è particolarmente problematica per pratiche squisitamente personalizzate, strettamente dipendenti dalla capacità e volontà in quel momento della propria vita di accettare e perseguire un cambiamento. D’altra parte, tutta l’affascinante ricerca PNEI mirata ad individuare i meccanismi molecolari che sottendono alle risposte fisiologiche degli organismi è condotta con rigorosa metodologia ed ha raggiunto risultati di assoluta eccellenza scientifica.

Il mio auspicio è che la SIPNEI continui a dare spazio alla discussione sulle medicine non convenzionali, alla meditazione, all’omeopatia, alle pratiche orientali, non già per andare a cercare la loro validità nella significatività statistica di dati ottenuti da questionari o dosaggi biologici, quanto per ragionare sull’Uomo nella sua completezza, nella quale non tutto è scienza. Del resto, chi trae giovamento da Yoga, fiori di Bach e Reiki, continuerà a farlo, a dispetto degli scettici e degli esperimenti in doppio cieco. La mia proposta è che durante i congressi o le altre iniziative di incontro e studio proposte dalla società sia quindi sempre

presente uno spazio di riflessione e dibattito su questi argomenti, momenti nei quali non sia necessario esporre dei dati sperimentali, ma possa essere sufficiente uno scambio di opinioni ed un confronto tra i partecipanti. Insomma, lo Yang e lo Yin della SIPNEI: Scienza e …..Cuore!
Mi spiace che nella mia regione non vi siano molti soci: mi piacerebbe poter dare un contributo operativo alla SIPNEI, soprattutto mi piacerebbe impegnarmi nella divulgazione del paradigma PNEI, a tutti i livelli. Cercherò di fare del mio meglio, forte degli spunti e degli aggiornamenti che ho ricevuto ad Orvieto.

Grazie a chi ha avuto la pazienza e la voglia di leggere fino qui! Grazie per le splendide giornate di Orvieto!
Molti carissimi saluti!
Ilaria Demori
Università di Genova
idemori@unige.it