Francesco Bottaccioli
Prima su La Stampa e poi su Otto e mezzo, Massimo Cacciari ha risposto agli attacchi a Elio Germano e Geppi Cucciari da parte del Miniculpop Giuli, affermando che gli intellettuali non
sono né di destra né di sinistra. Al filosofo rispondiamo con la filosofia, cioè con la logica. Vediamo le sue proposizioni:
1. L’intellettuale non è di destra né di sinistra
2. L’intellettuale cerca di dire le cose come stanno
3. Non c’è stata egemonia culturale della sinistra nel Novecento in Italia
4. L’unica egemonia culturale è stata quella di destra nel ventennio: penso, dice il Nostro, al grande filosofo Giovanni Gentile
Usiamo la logica e la conoscenza della storia
1.1 La proposizione 1 è contraddetta dalla 4, che afferma che c’è stato un intellettuale di destra, Gentile, propugnatore di una visione egemonica. Ma possiamo aggiungere che contemporaneo era Antonio Gramsci, intellettuale di sinistra, temporaneamente perdente, in galera. Due intellettuali, uno di destra e l’altro di sinistra. Immagino che Cacciari converrà che, se Gentile, a suo giudizio, è stato un grande filosofo, anche Gramsci lo sia stato. Due intellettuali con una visione del mondo opposta.
2.1 Le stesse cose possono avere una interpretazione completamente opposta. Per Gentile la missione dell’Italia si identificava con quella di Mussolini, “un eroe, uno spirito provvidenziale
e privilegiato, in cui il pensiero s’è incarnato” (dal Manifesto degli intellettuali fascisti, 1925). Evito di riportare il giudizio di Gramsci sulla realtà italiana dell’epoca.
3.1 Se fosse vera questa proposizione, saremmo ancora con la patria potestà, con il delitto d’onore, con la violenza sessuale come delitto verso la morale, con il reato di adulterio, col matrimonio
indissolubile, con la repressione sessuale, con il divieto di abortire, con il dominio del papato, con la scuola di classe, con i film Luce, con i lavoratori senza diritti. Molte di queste conquiste della cultura di sinistra non è un caso che vengono attaccate di nuovo furiosamente dalla destra, che ha appunto un’altra cultura, ossia visione dell’essere umano e del mondo.
4.1 Già detto, che però sollecita una domanda: chi sono i grandi filosofi? I saltimbanchi della ragione, di cui parlava Kant? O quelli per i quali nella notte tutte le vacche sono nere, di cui
parlava Hegel?