Blog/News/08 Ottobre 2025

Ciao, Francesco, Papa Bergoglio!
Anche la SIPNEI ti commemora, specialmente per l’ambiente

di Mauro Bologna
Professore emerito di Patologia Generale,
Presidente SIPNEI    

Jorge Mario Bergoglio (Papa Francesco) è stato un grande personaggio storico che abbiamo avuto l’onore di conoscere e di apprezzare nella nostra vita. Tanti hanno espresso i loro sentimenti in relazione alla sua scomparsa, più o meno sinceri e più o meno opportuni.
Noi desideriamo sottolineare gli aspetti salienti del suo pensiero ambientalista e squisitamente francescano (riferendoci evidentemente a Francesco d’Assisi) come sintetizzato nel “Cantico delle creature”, perché specialmente attinenti al paradigma Psico-Neuro-Endocrino-Immunitario ed al rispetto, nonché allo studio, della Natura in tutte le sue molteplici manifestazioni.
Per inciso, riporto le prime frasi che, appresa la notizia della scomparsa di Francesco, ho scambiato con un caro mio collega medico ed amico, di nome Carlo, che è peraltro anche un pregevole scienziato. << Ha scelto il nome di San Francesco per indicare la direzione profetica della sua Chiesa – povera, pacifica, vicina agli ultimi – ma ha agito con lo stile tipico della Compagnia di Gesù: discernimento, strategia, finezza intellettuale, tenacia. Ha saputo essere mite nei toni, ma determinato nelle scelte; tenero nei gesti, ma spigoloso nelle reazioni a chi lo ostacolava. Non ha mai smesso di guidare con il rigore e l’acume del formatore spirituale, del missionario, dell’uomo di governo. >>
Carlo carissimo, condivido le tue dotte e sagge parole e ti ringrazio. Grandissimo Papa Francesco, per i credenti ed anche per i non credenti. Un grande Papa che è stato uno dei pochi difensori di Pace tra tanti fanatici della guerra e della violenza. Davvero una mancanza importante in un momento di grave rischio per il mondo intero. Proviamo un profondo dolore anche noi
uomini di scienza. << Ha parlato con la vita, più che con le parole.  Ha parlato con il silenzio, quando le parole non bastavano più. Ha parlato con la sofferenza accolta, con la fedeltà al suo compito fino all’ultimo respiro. Ha parlato col suo sguardo, che sembrava già rivolto altrove, verso l’eterno. Non cercava applausi, non cercava visibilità: cercava Dio. E nel cercarlo, ci ha indicato il cammino. Anche quando non aveva più forza per alzare la voce, la sua presenza era voce. Un sussurro dell’anima, una preghiera viva. Ha parlato… e ora, nel silenzio della sua Pasqua personale, parla ancora. A chi sa ascoltare, nel cuore e nell’intelletto. >>
La specie umana, massima predatrice dell’ecosistema terrestre, ha sempre e continuamente sfruttato la natura a suo vantaggio e guadagno, disprezzando i diritti dei deboli, dei poveri, degli svantaggiati e di tutte le altre specie di natura, appunto, invece di rispettarle, proteggerle, comprenderle e salvaguardarle (come è necessario ed indispensabile).
Papa Francesco ha più volte parlato con forza e convinzione di natura, di rispetto dei deboli, di accoglienza per i poveri e gli svantaggiati costretti a migrare per trovare condizioni di vita migliori. Affermando anche che “la terra, la nostra casa, sta incominciando a diventare sempre più un’immensa montagna di rifiuti”, mentre “un’egoistica ed illimitata sete di potere e di prosperità materiale conduce sia all’abuso delle risorse naturali sia all’esclusione dei deboli e degli svantaggiati”. Le citazioni delle dichiarazioni di Papa Francesco le ho riprese da Will De Freitas, giornalista di “The Conversation”  www.theconversation.com , che scrive di temi energetici ed ambientali per la testata giornalistica britannica.
Ma sappiamo bene, noi che ci occupiamo di salute e di paradigma PNEI, che la salute degli ecosistemi ambientali è davvero alla base del benessere e della salute di tutti gli esseri viventi, uomo compreso.
Francesco ha pubblicato nel 2015 l’enciclica “Laudato sì” ispirata al “Cantico delle creature” di San Francesco d’Assisi e rivolta a tutti i vescovi cattolici perché collaborassero alla “cura della nostra casa comune”. La pubblicazione avvenne pochi mesi prima del summit ambientale di Parigi dello stesso anno. E non è stato soltanto Papa Francesco ad invitare ad agire contro i cambiamenti climatici, ma ha di certo contribuito, con le sue illuminate e chiarissime parole, a contrastare le politiche economiche, ambientali e sociali dominanti e tuttora sempre più vigenti, soprattutto in relazione con la nuova presidenza statunitense trumpiana che favorisce ogni forma di sfruttamento delle risorse naturali, petrolifere, minerali ed energetiche.

E allora ? Come vogliamo porci, noi studiosi di bio-medicina ispirati dal paradigma PNEI ?

Non ho dubbi: dobbiamo essere nettamente a favore di ogni azione di studio, di protezione e di valorizzazione della natura e degli ecosistemi e dobbiamo essere altresì nettamente contro ogni forma di inquinamento ambientale e di sfruttamento incondizionato delle risorse.

Dunque grazie, Francesco, per averci riconfermato, con le tue indicazioni e con la tua azione sincera ed appassionata, quale è la strada giusta da perseguire per il futuro della Terra, degli
ecosistemi e dell’umanità, se vogliamo sopravvivere su questo pianeta, unica nostra casa comune.