DOSSIER CORONAVIRUS – n.04 – marzo 2020

pubb. martedì, 28 Aprile, 2020


Riflessioni scientifiche e proposte operative

LA CURA DOMICILIARE INTEGRATA DEI SINTOMATICI

CURARE SUBITO È MEGLIO CHE INTUBARE

di Francesco Bottaccioli

Finalmente qualcosa si muove sul tema delle cure precoci a domicilio. Le Autorità sanitarie dell’Emilia Romagna hanno annunciato che hanno intenzione di cambiare passo: fino ad ora, le persone con sintomi anche importanti sono state lasciate a casa con tachipirina e antibiotici ed eventualmente ricoverate in extremis. Non sempre; per esempio, “Piazza Pulita” di giovedì 26 marzo ha trasmesso la testimonianza, straziante e indegna per il nostro Paese, di una ragazza che ha assistito il padre morente in casa, “curato” dalla guardia medica telefonica con sciroppi per la tosse. Tuttavia, anche quando una persona ha la fortuna di essere ricoverata, per lo più arriva in condizioni critiche: il risultato è che è altissimo il rischio di morte e gravissimo l’impatto sul morale dei medici di prima linea che incassano una sconfitta dopo l’altra.

Pierluigi Viale, direttore del dipartimento di malattie infettive del Sant’Orsola di Bologna, ha dichiarato: “Bisogna uscire dalle trincee e contrattaccare e andare a combattere la battaglia per le strade; quindi trovare i pazienti che sono a casa per evitare che stiano giorni e giorni con la febbre, trattarli con una terapia antivirale da subito e così risparmiargli l’evoluzione della malattia. Che significherebbe risparmiare il ricovero in ospedale e i preziosissimi posti in terapia intensiva”. Alleluia! Su come curarli poi sarebbe interessante aprire una discussione scientifica perché gli antivirali fanno quello che fanno, per carità, meglio degli sciroppi per la tosse, ma per avere un qualche effetto, secondo l’esperienza cinese, dovrebbero essere utilizzati precocissimamente, ai primi sintomi; dopo non servono a niente (vedi Allegato del New England Journal of Medicine). In questi giorni va molto per la maggiore l’indicazione dell’uso della clorochina (o idrossiclorochina nella formulazione Plaquenil). Anche il prof. Viale è decisamente favorevole; qualcuno parla anche di usarla in via preventiva, cioè in assenza di sintomi, e addirittura, in persone con patologie sottostanti, in assenza di positività al Cov-2 accertata. Ora, ad oggi non abbiamo dati significativi che il Plaquenil funzioni contro il Cov-2: ci sono un paio di comunicazioni molto generiche; ci sono dati sperimentali in vitro che dimostrano efficacia ma a dosaggi alti (per una rassegna documentata sugli studi in corso sui diversi trattamenti del Covid-19 vedi un Report su Science del 27 Marzo (vedi allegato)

Interessante è la ricerca cinese, su altre patologie, di combinazione del Plaquenil con l’artemisina, ricavata dalla pianta Artemisia, noto antimalarico, come la clorochina del resto. Ricordo che le ricerche sull’ Artemisia hanno fatto guadagnare il Nobel per la medicina nel 2015 alla scienziata cinese Tu Youyou. Ebbene la combinazione di artemisina e clorochina ha consentito la riduzione della quantità del farmaco, con ovvia riduzione della sua tossicità, che non è piccola, anche in acuto, sul cuore in particolare.

Infine, ribadiamo la nostra convinzione, scientificamente fondata, che sarebbe utilissimo integrare il trattamento antivirale con piante e funghi medicinali ad attività immunostimolante e antinfiammatoria, con una alimentazione antinfiammatoria, con vitamine immunomodulanti come la vitamina D, la C e quelle del gruppo B.  Ma soprattutto con la cura del corpo e della mente, come del resto suggeriscono i medici cinesi. Gli psicologi vanno messi in campo adesso, non domani, quando conteremo i morti e le persone traumatizzate da questa angosciante esperienza. Direi che il messaggio fondamentale per le nostre autorità sanitarie sia: curate i pazienti a casa! Adesso!

Leggi l’articolo del New England Journal of Medicine

Leggi l’articolo di Science

 

MEDICI E PSICOLOGI INSIEME. SERVE UN BANDO PER METTERE IN CAMPO GLI PSICOLOGI COSÌ COME È STATO FATTO PER I MEDICI E GLI INFERMIERI.

Come ben descrive nell’ articolo allegato il Presidente David Lazzari, l’emergenza psicologica è un primario fattore di aggravamento dell’epidemia in corso sia perché ansia e depressione squilibrano il sistema immunitario e causano infiammazione, peggiorando la prognosi dell’infezione da Cov-2, sia perché aumentano infarti e ictus. Serve un immediato bando di assunzione di centinaia di psicologi da affiancare ai medici di famiglia. (continua a leggere)

 

MEDICINA INTEGRATA

Linee guida cinesi sul trattamento con Agopuntura e Moxibustione nella gestione dei sintomi nel paziente con COVID-19 (seconda edizione)

Per migliaia di anni, la medicina tradizionale cinese ha acquisito un’ampia esperienza rispetto a come combattere dal punto di vista medico e nel lungo periodo le epidemie.
L’agopuntura-moxibustione rappresenta una parte importante della medicina tradizionale cinese e, in quanto tale, ha delle caratteristiche specifiche, offre vantaggi unici e ha dato contributi importanti nella lotta contro le epidemie nella storia della Cina.

Continua a leggere su questo link dove trovi anche altre risorse (fitoterapia, esercizi, auricoloterapia) https://www.agopuntura-fisa.it/index.php/item/193-covid-19-il-contributo-dell-agopuntura-e-della-mtc#B.

 

Avviato un trial all’Università di Palermo sull’ uso di vitamina C in corso di Covid-19

Brief Summary:

Different studies showed that ascorbic acid (vitaminC) positively affects the development and maturation of T-lymphocytes, in particular NK (natural Killer) cells involved in the immune response to viral agents. It also contributes to the inhibition of ROS production and to the remodulation of the cytokine network typical of systemic inflammatory syndrome.

Recent studies have also demonstrated the effectiveness of vitamin C administration in terms of reducing mortality, in patients with sepsis hospitalized in intensive care wards.

Given this background, in the light of the current COVID-19 emergency, since the investigators cannot carry out a randomized controlled trial, it is their intention to conduct a study in the cohort of hospitalized patients with covid-19 pneumonia, administering 10 gr of vitamin C intravenously in addition to conventional therapy. (continua a leggere sul link)

https://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04323514

 

RICERCA SUL CAMPO

LA SIEROTERAPIA DA PAZIENTI DONATORI CONVALESCENTI: NUOVA FRONTIERA DELLA TERAPIA PER LA MALATTIA COVID-19 SEVERA

di Anna Giulia Bottaccioli

È del 27 marzo 2020 la comunicazione preliminare, pubblicata su JAMA, sul positivo utilizzo di siero derivato da pazienti convalescenti con recente infezione da SARSCov2 virus, applicato su 5 casi di pazienti critici ricoverati nel Reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale cinese di Shenzhen con sintomi da distress respiratorio acuto (ARDS) in corso di polmonite severa interstiziale associata al nuovo coronavirus epidemico (COVID19). I pazienti sono stati seguiti per circa 2 mesi e gli infettivologi hanno valutato l’evoluzione delle condizioni cliniche prima e dopo la trasfusione del plasma di donatori convalescenti. (continua a leggere)

 

RIFLESSIONI SCIENTIFICHE

MUOIONO PIÙ MASCHI CHE FEMMINE PER COVID-19. PERCHE’? RISPOSTE FANTASIOSE E ALCUNE CON UN SECONDO FINE. LA RISPOSTA PIU’ PLAUSIBILE È DA RICERCARE NEL DIVERSO SISTEMA IMMUNITARIO.

di Francesco Bottaccioli

L’Istituto superiore di sanità ha pubblicato i risultati di un piccolo studio su 105 pazienti deceduti per COVID-19. Tra gli altri dati, emerge che il 73,3% dei morti sono uomini e il 26,7% donne: una differenza molto rilevante che attende conferma su numeri maggiori. Tuttavia, ad occhio, è molto plausibile che ci sia una differente risposta biologica di fronte al virus. Infatti, sappiamo da tempo che le donne sono molto più resistenti alle infezioni virali e molto più esposte alle malattie autoimmuni. Perché? (continua a leggere)

 

SCOPERTA UNA NUOVA CLASSE DI MACROFAGI NEL POLMONE

Su ScienceImmunology del 27 marzo è stato pubblicato un paper di grande interesse, che dimostra l’esistenza nel polmone di un fenotipo di macrofagi residenziali, collocati a livello interstiziale, quindi distinti dai noti macrofagi alveolari (continua a leggere)

 

LE ISTITUZIONI SCIENTIFICHE E LA POLITICA

LANCET CRITICA JOHNSON SULL’EPIDEMIA: “UNO SCANDALO NAZIONALE”. MA DOV’ ERA LANCET IN QUESTI ULTIMI DUE MESI?

Il 28 Marzo Richard Horton, direttore della rivista The Lancet, tra le più prestigiose del mondo scientifico, ha lanciato un duro attacco al premier inglese, alla direzione del National Health Service e al fantomatico consigliere scientifico di Johnson, l’ex dipendente della GlaxoSmithkline. Il direttore ricorda che, proprio su Lancet, i medici cinesi il 31 gennaio lanciarono un chiarissimo allarme sulla pandemia. Il mese di febbraio quindi poteva essere usato per preparare il servizio sanitario inglese all’ emergenza. Invece, colpevolmente e “inspiegabilmente”, scrive Richard Horton, non si è fatto niente. Ok, dr Horton, ma ella dov’era… (continua a leggere)