Dopo COP-25, diamoci da fare singolarmente per salvare il pianeta.

pubb. domenica, 22 Dicembre, 2019


La recente conferenza di Madrid (ONU – COP-25, Conference of the Parties) ha registrato un totale fallimento dell’accettazione dei fatti scientifici e dell’avvio di misure correttive a livello mondiale, come sarebbe invece urgentemente necessario.

Sui temi seguenti e sulla prevenzione sanitaria sono impegnato da oltre vent’anni (vedi sito www.isavemyplanet.org, creato con le attività del mio corso universitario di Patologia Ambientale) e non mancherò di toccare questi argomenti anche durante il mio prossimo intervento nel Convegno Nazionale SIPNEI del 20-22 marzo 2020 (www.congressosipnei.it), da cui oggi ci separano ormai tre mesi scarsi …

Sono convinto della estrema serietà dell’allarme ambientale attuale, che vede governi e poteri economici assolutamente sordi ai richiami degli scienziati (Allegati 1 e 2).
Dopo il fallimento della conferenza COP-25 dobbiamo NOI mobilitarci subito dal basso, tra uomini di buona volontà e di adeguata competenza e cultura, per DIFFONDERE ed APPLICARE immediatamente i sei punti fondamentali urgentissimi, come indicato dall’appello di ben undicimila scienziati (vedi Allegati):

  1. Ridurre il consumo di ENERGIA: ridurre i carburanti bruciati (trasporti, riscaldamento, sprechi elettrici), ridurre i viaggi aerei (che consumano più carburanti rispetto a treni ed auto), spegnere le luci che non servono, riscaldare di meno gli ambienti, ecc.
  2. Ridurre l’INQUINAMENTO dell’aria (particolato fine, PM10 e PM 2,5) e dei gas ad effetto serra.
  3. Difendere e riparare gli ECOSISTEMI (foreste, praterie ecc) anche piantando nuovi ALBERI e badando al riciclo dei rifiuti (soprattutto della PLASTICA).
  4. Modificare le abitudini sul CIBO: meno carni (che hanno impatto ambientale altissimo) e più vegetali (che hanno vantaggi da tutti gli aspetti, anche della salute umana).
  5. Lavorare per una ECONOMIA ETICA e rispettosa dell’ambiente (ora si incentivano ancora le estrazioni di petrolio e carbone) senza perseguire crescita economica che insegua solo il PIL (nel cui calcolo l’ambiente non viene considerato affatto).
  6. Lavorare per limitare la crescita numerica della POPOLAZIONE mondiale, uno dei fattori fuori controllo a livello planetario.

Impegniamoci dunque SUBITO personalmente, ma anche diffondendo più possibile queste urgenti informazioni di vastissima portata. L’allarme è in atto.

Piccole gocce individuali possono diventare un mare di buone pratiche. AGIAMO, dunque.

La “mission” che perseguo con il mio corso di Patologia Ambientale si riassume infatti così:

“Il destino futuro del Pianeta deve essere nella mente di tutti. Quel che faccio oggi può contribuire a salvare il pianeta; quel che non faccio o quel che faccio senza riflettere può invece accelerare la catastrofe ambientale attualmente in corso”.

“The fate of Earth must be in everybody’s mind. What I do today may contribute to the safety of the planet; what I don’t do or what I do without thinking may accelerate the ongoing environmental catastrophe.” >>> www.isavemyplanet.org (Vedere al sito web bilingue: italiano/inglese).

Cordiali saluti ed auguri
Mauro Bologna, Presidente SIPNEI