Malassorbimento dei carboidrati e sensibilità al glutine/grano non celiaca

Articolo di: Marcello Romeo

Malassorbimento dei carboidrati e Sensibilità al glutine/grano non celiaca: il ruolo della biomodulazione probiotica

Marcello Romeo – Dipartimento di Biologia e Biotecnologie, Università di Pavia, Pavia, Italia – drmarcelloromeo@gmail.com

Per la citazione: Romeo M. (2025). Carbohydrate malabsorption and non-celiac gluten/wheat Sensitivity: The role of probiotic biomodulation. PNEI Review. DOI: 10.3280/pnei2025oa19418

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Abstract

Negli ultimi anni, i casi di reazioni di ipersensibilità alimentare nella popolazione occidentale sono aumentati significativamente, in particolare oltre il 50% dei pazienti con disturbi gastrointestinali funzionali (FGID) che ritiene che gli alimenti scatenino i propri sintomi. Tra i principali responsabili vi sono i FODMAP (Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols) e determinate componenti proteiche del grano, glutine e inibitori delle alfa-amilasi/tripsina (ATIs).
I sintomi gastrointestinali associati al malassorbimento dei carboidrati derivano da due principali meccanismi. Prima di tutto, i glucidi non assorbiti possono alimentare determinati batteri intestinali, portando a disbiosi fermentativa e produzione di gas, che causa gonfiore e distensione addominale. In secondo luogo, una dieta ricca di zuccheri non assorbiti attira acqua nel lume intestinale, accelerando il transito e causando diarrea.
Le reazioni avverse al glutine includono la celiachia, l’allergia al grano e la sensibilità al glutine/grano non celiaca (NCGS/WS). Quest’ultima provoca sintomi intestinali ed extra-intestinali, migliorando con la sospensione del glutine. Studi recenti evidenziano che non solo il glutine, ma anche altre componenti del grano, come le ATIs e i FODMAP, possono contribuire all’esacerbazione dei sintomi. La NCGS/WS è associata a disbiosi intestinale e alterazioni immunitarie. Sebbene la dieta priva di glutine sia considerata l’unica strategia terapeutica attualmente disponibile, può influenzare negativamente il microbiota intestinale e la biodisponibilità di minerali e vitamine.
Studi recenti suggeriscono l’uso di probiotici ceppo-specifici per migliorare lo stato di disbiosi fermentativa, riducendo le specie produttrici di gas e favorendo la digestione e l’assorbimento dei carboidrati, proteine del glutine e dei micronutrienti. In conclusione, un approccio integrato che combina la LFD con probiotici specifici potrebbe rappresentare una strategia efficace per gestire i sintomi del malassorbimento dei carboidrati nei FGID, contribuendo al ripristino dell’omeostasi intestinale e contrastando l’iperfermentazione microbica associata.