Viva la PNEI
Quando iniziai a occuparmi di Psiconeuroendocrinoimmunologia, era il 1991, la comunicazione bidirezionale cervello immunità era poco più che una ipotesi, anche se i primi studi erano davvero rilevanti (li racconto nel libro “La rete nascosta”, Apogeo-Feltrinelli 2026). Dominava -e ancora domina per i poveri studenti delle lauree biomediche e psicologiche – la falsa idea del cervello separato e protetto dal sistema immunitario. Poi, soprattutto negli ultimi due decenni, la ricerca orientata dalla Pnei (anche se ancora troppi non la citano adeguatamente) ha rotto gli argini. Un emblema è il numero odierno di una rivista leader in immunologia “Nature Immunology” che dedica la copertina alle “Neuroimmune connections” (connessioni neuroimmuni). La cosa più interessante, che i diversi articoli del Focus sviluppano, con rilevanti dettagli, è il concetto della immunità dentro il cervello. Microglia, mastociti, cellule dendritiche, sistema del complemento, linfociti T operano dentro il cervello in un rapporto strettissimo con le cellule nervose: neuroni ovviamente ma anche astrociti, che ormai vengono classificati come cellule che svolgono anche funzioni immunitarie (ne avevo scritto nel mio libro “Psiconeuroimmunologia”,1995). Le varie cellule immunitarie intracerebrali non sono solo a difesa del cervello, svolgono funzioni fisiologiche senza le quali il cervello non potrebbe funzionare: producono citochine e altre molecole che sono essenziali alle normali funzioni cerebrali, come la cognizione, la memoria, la formazione di nuove cellule nervose nell’ippocampo. Giustamente gli immunologi che hanno scritto questo Focus parlano di “sistema neuroimmune” tanto è interconnessa la rete tra cellule nervose e cellule immunitarie cerebrali. Oggi è proprio una bella giornata per la nostra scienza.