Riflessioni sulla dimensione fisica e biologica della persona in psicoterapia e nella clinica orientata PNEI

Articolo di: Marina Amore1*, Alessandro Bianchi2*, Donatella De Colle3*, Laura Bastianelli4*, Francesco Bottaccioli5*, Raffaella Cardone6*, Ines Romy Cutrona7*, Emanuela Stoppele8*, Laura Vaccaro9*

1Psicologa Psicoterapeuta, Milano.
2Psicologo Psicoterapeuta, Firenze.
3Psicologa Psicoterapeuta, Trieste.
4Psicologa Psicoterapeuta, Roma.
5Filosofo della scienza, Psicologo clinico, Roma.
6Psicologa Psicoterapeuta, Ravenna.
7Psicologa Psicoterapeuta, Padova.
8Psicologa Psicoterapeuta, Verona.
9Psicologa Psicoterapeuta, Aprilia (LT).
*Membro Commissione Nazionali Discipline Mentali (Dis.Men.) – SIPNEI

 

Per la citazione: Amore M., Bianchi A., De Colle D., Bastianelli L., Bottaccioli F., Cardone R., Cutrona I. R., Stoppele E., Vaccaro L. (2025). Reflections on the physical and biological dimension of the person in psychotherapy and in PNEI-oriented clinical practice. PNEI Review. DOI:10.3280/pnei2025oa21553

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Abstract

Il lavoro propone una riflessione sull’integrazione della dimensione fisica e biologica nella psicoterapia orientata PNEI. Partendo dal paradosso tra la crescente attenzione teorica al corpo e la sua marginalità nella pratica clinica, gli autori invitano a considerare l’essere umano come un organismo unitario, in cui mente e corpo costituiscono un sistema interdipendente. Lungo il percorso che va da Freud, attraverso Ferenczi e Reich, alle neuroscienze contemporanee, si delinea un paradigma circolare e relazionale, capace di connettere processi psichici e biologici.
La prospettiva PNEI viene proposta come cornice per superare la frammentazione dei modelli psicoterapeutici e promuovere una visione integrata della salute e della cura. Da essa discendono e vengono argomentate significative e necessarie modifiche negli assunti teorici di base e nelle modalità tecniche di intervento e di cura.