Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia, DOHaD e mindfulness: verso un modello integrato di salutogenesi prenatale
1. Psicologa, Psicoterapeuta, Specialista in Psicoterapia Psicoanalitica dell’Età Evolutiva, Torino Coordinatrice Commissione Nazionale SIPNEI ELCA
Per la citazione: Carbonella S. (2026). Psycho-Neuro-Endocrine-Immunology, DOHaD and Mindfulness: Towards an Integrated Model of Prenatal Salutogenesis. PNEI Review. DOI: 10.3280/pnei2025oa23569
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Abstract
Negli ultimi trent’anni, il paradigma DOHaD (Developmental Origins of Health and Disease) ha radicalmente trasformato la comprensione dell’eziologia delle patologie croniche, spostando il focus dal determinismo genetico alla plasticità biologica dei primi anni di vita. Questa prospettiva converge con la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI), che interpreta l’organismo come una rete interconnessa in cui i sistemi nervoso, endocrino, immunitario e metabolico operano in dialogo costante con il contesto psicosociale. L’intersezione tra questi due approcci rivela la gravidanza come finestra temporale di massima suscettibilità e opportunità evolutiva. In questo scenario, la placenta si configura come un sofisticato organo di interfaccia, capace di tradurre gli stimoli dell’ambiente materno — inclusi i segnali di stress e le risposte adattative — in segnali molecolari che orientano il neurosviluppo, l’asse ipotalamo-ipofi si-surrene (HPA) e il setting metabolico della prole. Le pratiche mindfulness-based si propongono come promettenti interventi non farmacologici e transdiagnostici. Sebbene l’evidenza scientifica ne abbia già validato l’efficacia nella regolazione dello stress, dell’equilibrio autonomico e dell’infiammazione cronica di basso grado, l’ipotesi che tale modulazione possa influenzare direttamente il fetal programming rimane una frontiera di grande potenziale clinico.
Il presente articolo mira a colmare questo divario, offrendo una sintesi critica che integra neuroscienze contemplative, teoria polivagale, epigenetica e medicina perinatale. Attraverso la proposta di un modello teorico originale, si esplora come la regolazione neurovegetativa materna, analizzata in termini di variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e comunicazione placentare, possa agire come determinante sistemico della salute. In tale ottica, la mindfulness viene ridefinita non solo come strumento di riduzione dello stress, ma come modulatore attivo dei processi salutogenici, capace di promuovere, fin dalle prime
fasi dello sviluppo, le basi biologiche della resilienza umana.